Bergez nasce nel 2024 da una decisione precisa: smettere di chiamarsi come prima. Christine Marie Berges lavorava già pelli di pecora di altissima qualità, non tinte e non trattate, con una lavorazione interamente artigianale — ma il marchio esistente non diceva niente di tutto questo.
Il nome nuovo esce dal suo cognome. Berges, e in francese berger significa pastore: il gioco si regge da solo. Il marchio diventa così il ritratto di Christine con il suo cane, un pastore belga. Una donna e il suo cane, cioè esattamente il mestiere.
Intorno al segno si costruisce il sistema: Libre Baskerville con Inter, una palette di bordeaux, beige, crema, verde salvia e nero, e un payoff che tiene la rotta su una cosa sola — l'arte del comfort.
Il progetto però non si ferma all'immagine. Sono stati disegnati i prodotti, con disegni tecnici, prototipi e campioni, e da lì costruite le collezioni: tappeti, coperte, cuscini, sedute. Poi la fotografia, con tutte le varianti di ogni pezzo, e il catalogo.
E ancora il packaging — ricerca dei fornitori, progetto grafico, carta velina, biglietto di ringraziamento — il sito con lo shop online, la newsletter, i contenuti social e il lancio. Dal prodotto alla scatola alla pagina: un marchio costruito per intero, non ritoccato.















